La Nota sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana, rilasciata dal Dicastero per la Dottrina della Fede e dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione, non è un documento marginale.
Le Note sono documenti ufficiali della Santa Sede, rilasciate dai dicasteri, che svolgono la funzione di precisare o approfondire quanto espresso in altri documenti importanti. Nel caso dell’IA mancava ancora un documento capace di raccogliere e chiarificare, da un punto di vista dottrinale, il rapporto tra l’IA e la sfera umana.
Per rispondere alle sfide e opportunità di una tecnologia che traspone nel dominio del mondo digitale peculiarità un tempo esclusivamente umane, è necessario esercitarsi nella Sapienza e sapere leggere con uno sguardo rinnovato il tempo attuale.
Già nel 1950 Romano Guardini osservava come le possibilità del conoscere e del fare superassero sempre più quelle dello sperimentare, e segnalava come la tecnica moderna avesse gradualmente portato l’umanità a perdere di vista l’esperienza interiore, in favore di un’efficienza e una funzionalità fini a se stesse. Una affermazione tanto più attuale oggi, in presenza di tecnologie sempre più pervasive in grado di sfumare il confine fra il naturale e l’artificiale e di portare il concetto di automazione a nuovi livelli.
Per reagire al senso di smarrimento riguardo la nostra identità e il nostro posto nel mondo, occorre riscoprire il significato profondo delle cose e fare come “quel padrone di casa che tira fuori dal proprio tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52).