Accolgo la pubblicazione dell’enciclica “Magnifica Humanitas – sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale” (25 maggio 2026) mentre sono in cammino tra Assisi e Loreto, sulle strade di S. Francesco, con mio padre e mio fratello.
Alterno il cammino alla sosta, leggendo qualche passaggio del testo. Alla riflessone sull’IA e sul nostro tempo accompagno la visione della strada, del sentiero, la fatica, il respiro, la sete, la fame, il passo lento e quello veloce, l’attesa dell’arrivo, la natura che si apre intorno. Pensare all’artificiale… vivendo il naturale.
Mi accorgo che anche Leone XIV, come già papa Francesco nella Laudato Si’, parlando della modernità, cita il pensiero di Romano Guardini (§93): “l’uomo moderno non è stato educato al retto uso della potenza”, a indicare il rischio di un’umanità che si ritrova vittima delle sue stesse conquiste.
Da qui l’appello a “disarmare” l’IA e il richiamo alla centralità della persona, per deviare le dinamiche di dominio e potere del mondo digitale verso nuove traiettorie per il bene comune. Perché “L’uso dell’IA non è mai un fatto puramente tecnico”(§102), ma entra in processi che entrano pervasivamente nella vita di ognuno.
È una “chiamata” collettiva a vivere questo tempo con una nuova consapevolezza, guardare alla nostra epoca secondo una visione integrale su Dio, sull’uomo e i suoi artefatti.
E intanto continuiamo il cammino.
foto: sul cammino tra Spello e Foligno (Perugia)