Google nel mirino dell’Antitrust. Di nuovo.

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Autore Andrea Galluzzi   Data 09.12.2025 #0133

Google nel mirino dell’Antitrust. Di nuovo.

L’UE ha avviato un’indagine per valutare se Google stia violando le norme europee sulla concorrenza nell’utilizzo di contenuti online per addestrare i propri modelli di Intelligenza Artificiale.

L’indagine si avvia a valle di un report di CNBC che nel giugno scorso ha riferito che Google stava utilizzando i video di YouTube per addestrare i suoi modelli Gemini e Veo3 (a cui è seguita una “cauta” ammissione da parte di Google), e a valle dell’introduzione della modalità “AI mode” disponibile da qualche settimana per rispondere alle ricerche degli utenti del web con riassunti ricavati da varie fonti.

Nel caso di YouTube, attualmente Google obbliga chi carica video sulla piattaforma a concedere — senza alcuna remunerazione — l’autorizzazione di utilizzare i propri video per l’addestramento di modelli di IA generativa, impedendo agli sviluppatori concorrenti di utilizzare i medesimi contenuti per addestrare i propri modelli, a tutto svantaggio delle IA rivali.

Oltre a verificare questo aspetto, la commissione UE dovrebbe esaminare in che misura Google, attraverso le proprie IA, utilizzi i contenuti degli editori web per generare i propri. Questo sfruttamento avviene senza opzioni per gli editori, visto che la pena del rifiuto è il rischio di perdere l’accesso alla ricerca Google (che è fondamentale visto il fatto che molti di essi dipendono dal traffico proveniente da quella sorgente).

Se provate, le pratiche oggetto di indagine potrebbero violare le norme dell’UE sulla concorrenza, allungando ulteriormente l’elenco di multe inflitte a Google per abuso di posizione dominante, che dal 2017 ad oggi hanno portato nelle casse dell’UE più di 8 miliardi di euro.

L’avvio di un’indagine antitrust su Google da parte dell’UE è un segnale importante: l’IA non è più solo questione di algoritmi o codici, ma anche di diritti, trasparenza e valore condiviso. Se vogliamo che l’intelligenza artificiale porti benefici reali come: inclusività, innovazione, equità, dobbiamo garantire che chi crea contenuti (testi, video, dati) non resti invisibile, e che l’ecosistema digitale sia sostenibile.

In un momento in cui l’IA promette di trasformare ogni ambito (lavoro, informazione, creatività) fare i conti con la responsabilità è un gesto fondamentale, sia per la società che per lo sviluppo tecnologico in sé.