Nell’era del “metaverso”, la linea di confine fra il mondo reale e quello virtuale va assottigliandosi, aprendo nuove domande su come vivere il presente per costruire il futuro. L’artificiale ha progressivamente eroso lo spazio del naturale, tendendo a sostituirsi ad esso e aprendo contesti del tutto nuovi in cui poter proiettare i nostri comportamenti, al di là di ogni controllo e di ogni giudizio. Così il nostro orizzonte rischia di essere coperto dalla foschia esistenziale tipica del cambiamento d’epoca che stiamo vivendo, con la tendenza a cercare un distacco dalla realtà per cercare nuovi approdi.
Come un Cristoforo Colombo dell’era digitale, Zuckerberg, con il suo metaverso, sembra volerci portare alla scoperta di un nuovo mondo, nel quale poter trovare nuove risorse, nuove possibilità, e dal quale ripensare la nostra storia, il nostro destino, la nostra realizzazione; ma le nuove rotte aperte nella grande info-sfera che è il mondo in cui viviamo rischiano di farci naufragare e perdere il senso della realtà. Trasferire in tutto o in parte le nostre vite in un mondo virtuale significa trasferirvi anche i nostri valori, e se questi non vengono educati e custoditi di qua, difficilmente lo saranno di là. E viceversa. […]
A. Galluzzi, Domande di senso fra reale e virtuale, in: Città Nuova, LXVI, n°1, Gennaio 2022
Domande di senso fra reale e virtuale