Gli strumenti digitali per l’analisi del marketing di rete sono tanto utili quanto insidiosi a causa delle informazioni personali che memorizzano e delle relative questioni di privacy che sollevano. Su questo fronte, fra Unione Europea e USA è in atto un contenzioso che dura da troppo tempo.
Nel grande mondo digitale in cui siamo immersi, i flussi di dati che viaggiano in rete sono il carburante che alimenta il motore dell’economia. Il loro scambio è il presupposto dell’efficienza dei mercati e senza di essi il sistema economico globale oggi non girerebbe più. Tutti i servizi gratuiti di cui usufruiamo attraverso internet – dalla navigazione satellitare agli acquisti, dalla comunicazione ai social – sono in realtà pagati attraverso i dati che più o meno consapevolmente forniamo alla rete e che sono necessari ad alimentare i circuiti del web-marketing.
Conoscere le abitudini e gli interessi dei consumatori è essenziale per pianificare il proprio business e oggi, epoca della digitalizzazione globale, l’analisi di questi dati è strategicamente determinante. Di fatto, quindi, i nostri dati personali fungono da moneta con la quale paghiamo i servizi che utilizziamo in rete.
Il controllo dei nostri dati digitali, fra sicurezza, privacy e democrazia