Tecnoliquidità. La costruzione del “sé” e del “noi” nell’era digitale.

Divulgazione scientifica

Autore Andrea Galluzzi   Data 16.06.2021 #0025

Tecnoliquidità. La costruzione del “sé” e del “noi” nell’era digitale.

Tra i vari neologismi a cui ci ha abituato l’epoca della tecnoscienza e del mondo digitale, ce n’è uno che, per il suo significato così peculiare e attuale, merita di essere riscoperto e messo in evidenza: tecnoliquidità (coniato nel 2013 da T. Cantelmi, psicologo, primo in Italia a studiare il fenomeno delle tecnodipendenze e l’impatto delle tecnologie digitali sulla mente umana).

Il termine tecnoliquidità nasce dall’incontro ineluttabile fra due fenomeni complementari: la visione “liquida” del mondo, metafora illuminante di questa nostra epoca, e la rivoluzione digitale.

Fra reale e virtuale, fra ricerca dell’identità personale e dell’altro-da-sé, dobbiamo pensare che se non siamo ancora tutti nativi digitali, siamo e saremo sempre nativi relazionali.

Tra virtualizzazione liquidificante delle relazioni e necessità esistenziale di esse, restano dunque aperte tante domande: potrà il digitale, un giorno, portarci ad un cambiamento evolutivo della personalità?  Se la tecnoliquidità diventerà sempre più pervasiva potremo dire, un giorno, di essere ancora così “umani” come intendiamo oggi?  Affogheremo nella tecnoliquidità o rimarremo a galla imparando a nuotare in questo mare di cambiamenti?

Tecnoliquidità


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