L’articolo presenta una riflessione di natura interdisciplinare, tra filosofia e sociologia, avente come oggetto alcuni cardini del pensiero del filosofo italo-tedesco Romano Guardini (1885-1968) relativi alla questione dell’umano nell’era della tecnica.
La speranza di individuare nuovi orizzonti di senso e orientamenti verso il futuro, di grande rilevanza nel contesto della contemporanea società tecno-nichilista, trova nella prospettiva di Guardini nuove possibilità.
A distanza di quasi un secolo dalla stesura dei suoi primi scritti sulla tecnica si riescono a trovare ancora nuove tracce e nuovi stimoli per declinare la sua particolare visione etica in direzione di un riposizionamento della persona umana al centro della scena del mondo.
Tale visione, ispirata da una profonda esperienza etico-religiosa e supportata dalla dinamica conoscitiva nota come «opposizione polare», riesce a suggerire nuove vie per ricomporre i contrasti generati dall’incontrollabile sviluppo tecnico-scientifico riportando il fenomeno della tecnica nel suo alveo strumentale e mettendo in rilievo l’importanza di un altrettanto fondamentale sviluppo della dimensione etica.
In questa prospettiva Guardini percepisce l’avvicinarsi di una nuova epoca, il cui esito per l’uomo dipenderà dalla sua capacità di mettere al centro del pensare e dell’agire «un cuore che sa», coniugando razionalità e affettività, non per fermare la tecnica, ma per accrescerne l’umanità.
A. Galluzzi, L. Paglione, Umanizzando la tecnica. Spunti dal pensiero filosofico di Romano Guardini per la società tecno-nichilista, in: M. Orsi, R. Paura (a cura di), Between Science & Society – Scienza e società verso il 2030, Italian Institute for the Future, Napoli, 2020, pp. 105–113
Between Science & Society – Scienza e società verso il 2030